Osteoartrite di cani e gatti: quali sono gli animali più a rischio? - Petformance
Febbraio 22, 2021

Osteoartrite di cani e gatti: quali sono gli animali più a rischio?

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L’osteoartrite è una dolorosa malattia che colpisce le articolazioni di cani e gatti, trasformando anche i movimenti più semplici, come alzarsi da terra o camminare, in una fonte di sofferenza.

È una patologia degenerativa, quindi tende a peggiorare nel tempo e ad affliggere soprattutto gli animali più anziani. Si stima che colpisca fino all’80% dei cani sopra gli 8 anni e addirittura oltre il 90% dei gatti sopra i 12 anni.

Gli animali anziani sono le vittime più frequenti dell’osteoartrite.

Diversamente dall’uomo, però, l’osteoartrite non si sviluppa solo a causa dell’invecchiamento. Esistono infatti alcuni fattori di rischio che possono accelerare lo sviluppo della malattia, che può così comparire anche in cani e gatti molto giovani.

Vediamo quindi quali sono e, soprattutto, come possiamo gestirli tramite la prevenzione!

1. Problemi congeniti

Alcuni cani e gatti nascono con articolazioni strutturate in modo non perfetto: è il caso, per esempio, delle displasie dei gomiti o delle anche. Queste anomalie, già presenti alla nascita, fanno sì che l’articolazione si logori più rapidamente, anticipando la comparsa di osteoartrite.

Alcune anomalie congenite si trasmettono per via ereditaria, quindi sono più frequenti in alcune razze. Tra le più colpite vi sono soprattutto quelle di grande taglia, come il pastore tedesco, il rottweiler o l’alano, mentre nel gatto risultano più a rischio Maine coon e persiano.

Purtroppo non è possibile prevenire i difetti congeniti, ma attraverso la visita ortopedica del cucciolo si può ottenere una diagnosi precoce del problema e mettere subito in atto tutte le contromisure necessarie.

2. Sovraccarico

Le articolazioni, proprio come le sospensioni di un’automobile, sono “omologate” per reggere un determinato peso, ovvero quello di un animale adulto.

Un cane o un gatto obeso, però, sfora ampiamente questo carico massimo, quindi le sue articolazioni sono sottoposte a un pesante lavoro extra. Questo accelera i meccanismi di usura, portando alla comparsa precoce di osteoartrite.

L’obesità è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di osteoartrite.

Siccome il peso è il fattore di rischio più facile da tenere sotto controllo, è importante che la dieta del cane o del gatto non sia mai squilibrata o troppo abbondante.

3. Danni pregressi

Un’articolazione danneggiata può ripararsi, ma non è detto che poi funzioni altrettanto bene. Traumi, fratture, infezioni e altre lesioni possono alterare la struttura delle articolazioni, provocandone una rapida usura.

4. Lavoro e attività sportiva

L’intensa attività sportiva (specie se iniziata in giovane età) e il lavoro sono possibili fonti di stress per le articolazioni. I cani che praticano sport come l’agility o svolgono compiti impegnativi (cani da pastore, poliziotti o soccorritori) dovrebbero quindi essere sottoposti a frequenti e accurati controlli veterinari.

E quando l’osteoartrite è già arrivata?

Come abbiamo già accennato, l’osteoartrite è una patologia degenerativa: non esiste una cura definitiva, ma è possibile rallentarne l’evoluzione e limitarne i sintomi, in particolare il dolore.

Per raggiungere questi obiettivi, il veterinario può contare su diversi strumenti, come i farmaci antinfiammatori, la fisioterapia e, in alcuni casi, la chirurgia.

Per supportare la terapia è anche utile ricorrere all’integrazione, in particolare con i protettori della cartilagine e alcune sostanze naturali dotate di azione antiossidante.

La radice di curcuma, utilizzata anche in cucina, contiene alcune sostanze preziose per il benessere delle articolazioni.

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