marzo 25, 2020

Lavori in corso: la guarigione delle ferite

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Dal punto di vista dei tessuti, una ferita rappresenta uno stato di emergenza, la cui gravità può variare ampiamente: si va da situazioni di danno minimo in stile “incendio del barbecue” (per esempio dopo una piccola chirurgia cutanea) a quadri di elevato pericolo paragonabili a un terremoto (lesioni traumatiche profonde e infette, come i morsi).

Quale che sia l’entità del danno, il distretto colpito chiede aiuto all’organismo tramite il segnale del dolore, mobilitando l’equivalente della nostra protezione civile: il sistema immunitario e le cellule specializzate in riparazioni.

Immagine modificata da Wikipedia

Il sistema immunitario deve sorvegliare la breccia, distruggendo eventuali microbi invasori che potrebbero sfruttare la ferita per penetrare all’interno dell’organismo.

La ricostruzione è invece effettuata dal tessuto di granulazione, un insieme di vasi sanguigni e cellule riparatrici che formano un vero e proprio cantiere nella zona colpita, procedendo alla rimarginazione.

Nel caso di tagli netti, puliti e ben disinfettati, come le ferite chirurgiche, la guarigione avviene molto rapidamente, perché è sufficiente “riattaccare” insieme i margini.

Il discorso si fa più complesso in caso di lesioni abrase, infette o slabbrate: in questi casi occorre rimediare a un ammanco di tessuto, quindi la cicatrizzazione avviene più lentamente, con il tessuto di granulazione che avanza a partire dai bordi.

In entrambi i casi, per ottenere un guarigione completa e veloce occorre proteggere il “cantiere” sia dalle infezioni che dagli auto-traumatismi da parte del cane o del gatto.

I nostri animali infatti hanno la brutta abitudine di leccarsi le ferite, un comportamento che in natura aiuta a ripulire la lesione, ma che successivamente peggiora le cose, perché l’azione abrasiva di lingua o artigli gratta via il delicato tessuto granuleggiante. Senza contare che nella saliva e sulle unghie vivono milioni di batteri, che possono approfittarne per aggredire la zona ferita.

Immagine da Flickr

Per questo motivo spesso il veterinario ci prescrive l’uso del collare elisabettiano o simili dispositivi protettivi, che possono non piacere ai nostri cani e gatti ma sono fondamentali per il loro bene.

Se l’animale si dovesse togliere i punti o leccarsi ossessivamente una lesione aperta, il rischio è che la guarigione avvenga in modo molto più lento, oppure che si formi una piaga, ossia una lesione che non cicatrizza mai.

Per facilitare i processi riparativi, Petformance ha ideato Lesoderma, un prodotto assolutamente innovativo studiato per affrontare a 360° le problematiche legate alle guarigione:

  • I suoi estratti di lattobacilli, batteri buoni simili a quelli utilizzati per produrre lo yogurt, modificano l’ambiente lesionale in modo da renderlo inospitale per i microbi invasori, ma al contempo potenziano l’attività del tessuto di granulazione
  • Gli oli essenziali di aloe e lavanda esercitano un’azione lenitiva, riducendo dolore e prurito conseguenti alla cicatrizzazione per evitare che il cane o il gatto si lecchino la ferita
  • La formulazione in spray lo rende semplicissimo da utilizzare: è sufficiente spruzzarlo più volte al giorno per mantenere la lesione idratata senza necessità applicare bendaggi, pomate o altre medicazioni

Grazie a Lesoderma, i nostri amici animali guariranno meglio e più in fretta e potranno tornare rapidamente a giocare e divertirsi in nostra compagnia!

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