Succhiasangue in agguato: l’oscuro mondo delle zecche - Petformance
Marzo 18, 2020

Succhiasangue in agguato: l’oscuro mondo delle zecche

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Le zecche sono tra i parassiti più pericolosi per cani, gatti e anche per le persone, poiché sono coinvolte nella trasmissione di gravi malattie.

Anche se molti le credono insetti, appartengono invece alla classe degli aracnidi, artropodi dotati di otto zampe, come i ragni e gli acari, che sono i loro “parenti” più stretti.

Si nutrono di sangue, un alimento estremamente ricco che fornisce loro l’energia necessaria per mutare da larve fino ad adulti e successivamente produrre e deporre le uova. Molte specie di zecche non compiono più di tre o quattro pasti nel corso della loro vita, ma questi tre spuntini possono significare il disastro per i nostri animali.

Le zecche adulte misurano pochi millimetri di lunghezza, ma dopo l’accoppiamento la femmina si nutre con grande voracità e nel giro di alcuni giorni si gonfia di sangue, fino a raggiungere dimensioni di quasi un centimetro e mezzo.

Una volta ingorgata, la zecca si stacca dall’ospite e trova un nascondiglio per deporre le uova, che possono variare di numero da poche centinaia fino a oltre quattromila.

Dalle uova escono minuscole larve che a loro volta si nutrono di sangue: dopo che hanno trovato un ospite e fatto il pieno, le larve tornano sul terreno e compiono una prima muta, trasformandosi in ninfe.

Anche le ninfe si attaccano a un animale di passaggio, ne suggono il sangue e si lasciano cadere a terra per raggiungere finalmente la forma adulta.

Immagini da Wikipedia

Per trovare un ospite su cui banchettare, le zecche adulte ricorrono alla tecnica dell’agguato: si arrampicano su steli e foglie e attendono l’avvicinarsi del bersaglio, riconoscendolo grazie al calore e alle vibrazioni.

Raggiunta la cute della vittima, la zecca vi infigge il proprio rostro, che è estremamente affilato e dotato di dentelli simili a quelli di una sega, in modo da mantenere il parassita saldamente attaccato alla sua fonte di cibo.

Il rostro non è fatto solo per succhiare il sangue, ma anche per secernere delle sostanze anestetiche che rendono la puntura indolore, in modo che l’ospite non si accorga della presenza della zecca, che può così godersi il pasto in santa pace.

Oltre a sottrarre sangue, la puntura provoca irritazione cutanea, ma soprattutto esiste il rischio che batteri patogeni si trasferiscano dall’apparato boccale della zecca al circolo sanguigno, aggredendo l’organismo e causando gravi malattie.

Molti di questi microrganismi hanno addirittura la capacità di trasferirsi dalla zecca madre alla sua prole, aumentando notevolmente il rischio che i nostri animali vengano punti da un parassita infetto.

Le più comuni malattie trasmesse da zecche del cane e del gatto sono l’erlichiosi e la babesiosi, patologie che possono avere un decorso lungo e fortemente debilitante, mentre noi umani dobbiamo fare attenzione soprattutto alla borreliosi o malattia di Lyme.

Per ridurre il rischio di trasmissione, le zecche dovrebbe essere rimosse con una pinzetta il prima possibile, asportandole con un movimento rotatorio (un po’ come se cercassimo di svitarle) per facilitare il completo distacco del rostro dentellato. Una volta asportate, è meglio evitare di schiacciarle, perché potremmo facilitare la diffusione delle uova nell’ambiente.

Se temete che il parassita sia portatore di malattie, potete anche conservarlo e chiedere al veterinario di inviarlo a un laboratorio specializzato, che analizzerà la zecca per scoprire se ospitava qualche batterio pericoloso.

Ma la chiave per difendersi da questi parassiti risiede nella prevenzione: è fondamentale fornire a cani e gatti una protezione antiparassitaria per tutto l’anno, non solo ai soggetti che vivono in campagna o vanno a sgambare nei boschi, ma anche agli animali che risiedono in ambito urbano.

Se in ambiente rurale, infatti, le zecche sono diffuse prevalentemente dagli ungulati selvatici come i caprioli, nei parchi cittadini sono comunque diffuse grazie ai cani e a piccoli mammiferi, come ratti e ricci.

Per integrare le protezioni tradizionali, soprattutto quando usciamo in passeggiata sui prati, è utile ricorrere anche all’effetto barriera di Flyblock, lo spray basato su oli essenziali naturali che conferiscono al pelo un odore sgradito alle zecche.

Grazie a Flyblock è possibile ridurre il rischio che la zecca salga sul pelo del nostro amico, in modo da difenderlo al meglio dalla minaccia di punture e malattie.

 

 

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